NUOVI IMPEGNI E NUOVE SODDISFAZIONI PER GLI ALPINI DI FELTRE

Continua incessante il lavoro degli alpini di Feltre nell’organizzazione dell’importante programma di festeggiamenti del centenario della locale Sezione dell’Associazione Nazionale Alpini. 
Tanti sono stati gli appuntamenti portati a termine nel corso di questi primi mesi del 2022: gli incontri per avvicinare la popolazione a episodi e personaggi inediti della storia delle penne nere; la tradizionale Maratona di lettura organizzata dal Comune di Feltre, che è stata dedicata al tema della narrazione della storia, le cui pagine nel Novecento sono state scritte anche dagli Alpini; la tre giorni di maggio, imperniata nella musica del repertorio alpino, culminata con la sfilata delle penne nere lungo le vie cittadine.
Assieme alla soddisfazione di vedere che queste manifestazioni hanno riscosso notevole successo di pubblico, la Sezione recentemente ha visto riconosciuto a livello nazionale il suo costante impegno con la nomina, da parte del Consiglio Direttivo Nazionale A.N.A, del Consigliere Nazionale Carlo Balestra quale responsabile dei Campi Scuola e membro delle commissioni per il Futuro Associativo e per il Premio Fedeltà alla Montagna. Nella stessa riunione il Vice Presidente di Sezione Emanuele Casagrande è stato nominato collaboratore esterno allo Sport.
Inoltre è motivo di profondo orgoglio per la Sezione poter annunciare che la Commissione Nazionale Sportiva, con il Responsabile di Commissione Antonio Di Carlo, hanno assegnato a Feltre l’onore di ospitare l'Assemblea Annuale dei Responsabili Sportivi dell’A.N.A. per il 2022: si tratta del tradizionale momento consuntivo delle attività sportive dell’Associazione, ma anche un’importante occasione di incontro, di analisi, di confronto e di programmazione.
Due anni fa lo sport A.N.A. aveva già avuto occasione di conoscere le bellezze del territorio e l’accoglienza delle genti feltrine: è ancora vivo per gli alpini della Sezione il ricordo del campionato nazionale di corsa in montagna a staffetta del 2019. Lo stesso impegno, la stessa determinazione e la stessa attenzione nell'organizzazione è stata spesa quest’anno per la staffetta del Centenario che da Cima Grappa ha portato i partecipanti, il 12 giugno scorso, a Isola dei Morti a Moriago della Battaglia, lungo le vie del fronte. 
Gli alpini di Feltre sono quindi pronti a dedicare identico impegno per l'edizione del 2022 della Assemblea Annuale dei Responsabili Sportivi A.N.A., che vedrà giungere in città, oltre al Responsabile Sportivo Nazionale, anche i rappresentanti dello sport A.N.A. delle sezioni di tutta Italia: un’ulteriore perla da aggiungere alle manifestazioni per il centenario, che hanno visto l’intera Città di Feltre impegnata nella celebrazione di questa storica tappa.

È disponibile il numero di giugno del periodico sezionale “Alpini…sempre!”.

Il link per visionarlo e scaricarlo nella sezione dedicata.

Ottima conclusione per la squadra di atleti della Sezione di Feltre alle Alpiniadi in Abruzzo.  

Oggi, 19 giugno ultimo giorno di gare, si è disputata a Isola Gran Sasso la staffetta di corsa in montagna. 

I nostri portacolori Raffaele Secco, Livio De Paoli e Federico Pat si sono classificati terzi, facendo salire la Sezione ancora una volta sul podio. 

A giochi conclusi, Feltre si è quindi classificata quarta a livello nazionale. 

Un grande plauso meritano i nostri atleti  che hanno saputo raggiungere questo brillante risultato.  

 

 

 

 

Continua a mietere successi la squadra di atleti della Sezione di Feltre alla Alpiniadi in Abruzzo. Oggi, 18 giugno, si è disputata a Fossa la Marcia di regolarità in montagna a pattuglie. La pattuglia di Feltre composta da Cristian Romanin, Ferdinando Altieri e Demis Barp ha sbaragliato gli avversari aggiudicandosi il primo posto. 

 
 
 
 
 
 

Primo giorno di gare e primo ottimo risultato: Demis Barp si è classificato terzo nella corsa in montagna individuale, svoltasi oggi a Rocca di Mezzo, ed è salito sul podio della categoria A2.

Primo giorno di gare per le Alpiniadi estive a L'Aquila. Gli atleti di Feltre, sostenuti e incoraggiati dal Vice Presidente Emanuele Casagrande e dai Consiglieri Riccardo De Cecco e Cristian Romanin, sono pronti e si apprestano a sostenere le prove.

 

IN MARCIA CON GLI ALPINI “LUNGO LE VIE DEL FRONTE"

Domenica 12 giugno si è svolta  la marcia “Lungo le vie del fronte”, una camminata di carattere ludico motorio, organizzata delle sezioni di Feltre e di Valdobbiadene nell’occasione del loro centenario.

Un nutrito gruppo di camminatori, con il cappello alpino e non, si sono dati appuntamento sul Sacrario del Monte Grappa, dove, dopo una sobria cerimonia di resa degli Onori ai Caduti, i presidenti delle due sezioni hanno consegnato a due staffette alpine, i testimoni da portare all’arrivo: due penne alpine intagliate nel legno.

Poi, tutti in marcia! La camminata era suddivisa in quattro tappe e ognuno poteva percorrerne anche solo una, a seconda della propria capacità e preparazione. 

La prima tappa, con partenza da cima Grappa, portava i camminatori al rifugio Monte Palon: un percorso di una certa difficoltà, che per i meno esperti è risultata d’impatto, ma con paesaggi da favola. Il percorso ha permesso di immergersi in una natura fantastica, impregnata di storia, di vicende belliche e di amor di Patria, che evocava emozioni uniche.

Ottima l’organizzazione dell’evento, che ha visto nelle scorse settimane i volontari delle sezioni impegnati a percorrere ripetutamente le tappe, per apporvi la segnaletica necessaria. Ma ottimo anche il “servizio scopa”: nel migliore spirito alpino, nessuno è stato lasciato indietro e anche chi non era così preparato alla marcia, ha avuto modo di essere incoraggiato e sostenuto, per raggiungere il termine della tappa. Tutto si è svolto nel migliore dei modi: non ci sono stati problemi o incidenti e al termine di ogni tappa i partecipanti hanno potuto rifocillarsi nei ristori che gli alpini avevano preparato. La seconda tappa, ancora abbastanza impegnativa, portava dal rifugio Palon alla sede degli alpini di Alano di Piave, punto in cui confluiva il servizio di navetta della Protezione civile e dove la mattina molti avevano lasciato i mezzi propri. Le ultime due tappe erano da Alano di Piave a Bigolino e da lì all’Isola dei Morti di Moriago della Battaglia, luogo simbolo della Grande Guerra. Le due tappe, pur di minore difficoltà, sono risultate impegnative per la lunghezza e per il sole “agostano”, insolito alla metà di giugno, che domenica ha fatto soffrire non poco i marciatori.

All’arrivo, le due staffette hanno posizionato i testimoni su due cappelli alpini intagliati nel legno e posti sul monumento ai caduti dell’Isola. Con una breve cerimonia e l’ammainabandiera si è infine conclusa la marcia. Al temine della manifestazione, in tradizionale spirito alpino, tutti i partecipanti si sono ritrovati al “PastAlpina”: una grande tavolata in cui condividere un buon piatto di pastasciutta, un bicchiere di vino, tanta allegria e spirito d’amicizia, voglia di stare assieme e soddisfazione. 

E qualcuno ha azzardato l’appuntamento al prossimo centenario!

  

  

Organizzata in collaborazione con la sezione di Valdobbiadene, si tratta di una marcia ludico motoria, con partenza da Vima Grappa e arrivo all'Isola dei Morti di Moriago della Battaglia.

20 - 21 - 22  MAGGIO  2022   "IL CENTENARIO"

Domenica il momento clou della manifestazione: la sfilata lungo le vie che da Pedavena, attraverso Farra, portano al centro cittadino, acclamata dal pubblico accorso.
Al termine un breve carosello della Fanfara dei congedati della Brigata alpina "Tridentina".
 
 

  

  
Nuovamente sul suggestivo palcoscenico di piazza Maggiore, la serata è stata conclusa dall'emozionante concerto della Fanfara dei congedati della Brigata Alpina "Tridentina": il pubblico delle grandi occasioni è stato rapito dalle note del fantastico repertorio di questi musicisti, capaci di mantenere, pur vivendo in zone d'Italia lontane tra loro e svolgendo attività diverse, un'ottima qualità di esecuzione, grazie al loro forte spirito di corpo, caratteristica distintiva degli Alpini.
 
Nel pomeriggio il cappellano sezionale don Fabrizio Tessaro ha celebrato nella Concattedrale la S.Messa per tutti gli Alpini "andati avanti".
Nella tarda mattinata di sabato, nello splendido scenario di piazza Maggiore, il Presidente Nazionale dell'A.N.A. Sebastiano Favero ha ricevuto, dalle mani del Sindaco di Feltre Paolo Perenzin, la pergamena che attesta il conferimento, in occasione del centenario della sezione di Feltre, della cittadinanza onoraria all'Associazione Nazionale Alpini.
 
Sabato mattina, alla presenza del Labaro Nazionale su cui sono appuntate ben 216 medaglie d'oro, la resa degli onori presso il monumento ai Caduti di tutte le guerre.
Venerdì sera i cori che hanno partecipato alla rassegna "COROniamo gli alpini" hanno creato un'atmosfera unica lungo le vie e le piazzette di Feltre. Ma il momento più magico è stato quello delle 12 corali riunite, nell'abbraccio del pubblico caloroso in piazza Isola...
 

 

 

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93^ ADUNATA NAZIONALE ALPINI - RIMINI 2022

Alcune immagini della sfilata della Sezione di Feltre domenica 8 maggio 2022.

 

 

 

 

Conferenza dell'8 aprile al Museo Diocesano di Feltre:

Gen. C.A. (r) Silvio Mazzaroli - "Una vita con il Cappello Alpino"

Si è chiuso con la conferenza al Museo Diocesano di venerdì 8 aprile il fil rouge che legava gli incontri organizzati dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini nell’ambito dei festeggiamenti per il centenario di fondazione. Il ciclo di conferenze infatti, partendo dagli eventi vissuti dai volontari alpini nella Grande Guerra, attraversando la vicenda del Generale de' Castiglioni della seconda guerra mondiale, si conclude con questo racconto degli ultimi decenni della storia d’Italia e degli Alpini.

“Una vita con il cappello Alpino” è il titolo del libro presentato nella serata dal Generale C.A. (r) Silvio Mazzaroli. Nato a Trieste, il generale Mazzaroli, come ufficiale di carriera ha ricoperto tutti gli incarichi di comando previsti. Nei difficili anni del disfacimento della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, è stato Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia a Belgrado. Ha partecipato come comandante del contingente italiano “Albatros” alla missione di pace delle Nazioni Unite in Mozambico e come vice comandante delle truppe Nato alla missione in Kossovo. Promosso Generale di Corpo d’Armata “alla vigilia”, è stato posto in congedo nel gennaio 2002. È insignito di diverse decorazioni al “merito” italiane e straniere ed è Commendatore della Repubblica Italiana.

Con il suo racconto il Generale Mazzaroli ci ha portato a rivivere la  nostra storia nazionale, a cavallo di due secoli: “il XX, il cosiddetto secolo breve, per noi italiani pregno di nefaste conseguenze dovute ad una guerra malamente persa ,e il XXI, improntato alla globalizzazione, che, lungi dal veder risolti i problemi del passato, ne vede di continuo nascere degli altri persino più complessi”. 

Nella sua testimonianza si intrecciano perfettamente situazioni di vita personale, il suo brillante percorso nell’ambito dell’Esercito Italiano sino al grado di Generale, ed avvenimenti entrati nella storia. Per il Generale Mazzaroli il cappello Alpino è il simbolo di una filosofia di vita con alcuni valori in cui credere e praticare: l’autonomia di pensiero, il senso del dovere, l’onestà nell’agire, il rispetto dell’altro e la solidarietà per il prossimo. Questi valori sono l’essenza dell’essere Alpino. 

Al racconto si aggiunge lo sfondo di un Esercito Italiano in evoluzione, che, partendo da reparti costituiti e alimentati da militari di leva, gradualmente si trasforma in esercito professionistico di volontari.

Al termine il generale Mazzaroli, in una sua riflessione sul servizio militare obbligatorio, ha escluso la possibilità di una leva così come l’abbiamo conosciuta. Ha altresì affermato la necessità per i giovani di oggi di un periodo di “servizio allo Stato”, per poter passare da un mondo dell’“IO” ad uno del “NOI”, dove si abbia la consapevolezza che, aldilà dei diritti, esiste una società dei doveri, in cui non solo si chiede allo Stato, ma, ognuno di noi per le sue possibilità e peculiarità, allo Stato restituisce qualcosa.

ANCHE LA SEZIONE DI FELTRE AL 24° CISA A LIMONE SUL GARDA

La sezione di Feltre era presente, il 2 e 3 aprile, al 24° Convegno Itinerante della Stampa Alpina a Limone sul Garda. Un momento di formazione e di scambio di idee per le testate delle sezioni e dei gruppi degli alpini. Relatori Massimo Mamoli e Nunzia Vallini, due giornalisti di provata esperienza. Interventi di apertura e di chiusura del direttore de “L’Alpino” Bruno Fasani e del Presidente Nazionale A.N.A. Sebastiano Favero. È emersa dai lavori la necessità di una maggior connessione tra la stampa alpina e quella del territorio e di un cambio culturale da parte degli alpini, superando l’impronta identitaria di “persone del fare e non del dire”, per diffondere e trasferire i propri valori al di fuori del limitato ambiente dell’associazione: un ruolo di divulgazione, ma anche di educazione che la stampa alpina deve assumersi. Un'ulteriore possibilità per assicurare all’A.N.A. una lunga e proficua esistenza.

Il nuovo Consiglio della Sezione Alpini di Feltre

Oltre alla conferma del Presidente Sezionale Stefano Mariech, in occasione delle votazioni del 20 febbraio sono stati eletti i seguenti Consiglieri di Sezione per il prossimo triennio: Bottegal Giorgio, Balestra Carlo, Mione Nicola, Casagrande Emanuele, D’Agostini Edi, Broccon Loris, Schenal Franco, Bettin Patrick, Lira Gianbattista, Dalla Mora Ivo, Sacchet Antonio, Dal Pos Claudio, Tirel Carlo, Pongan Giulio, Romanin Cristian, Endrighetti Odino, Faoro Beniamino, Gris Paolo, Andrighetti Danilo, Primolan Fabio, Scopel Livio, Marcolin Corrado, Napolitano Bruno, Faoro Gianni, De Cecco Riccardo. Giunga a tutti il nostro più sincero augurio di buon lavoro!

 

"FELTRIA 2022”, l’esercitazione triveneta di Protezione Civile inserita nel 

programma delle manifestazioni organizzate per il centenario della 

sezione A.N.A. di Feltre e originariamente organizzata per i giorni 22 - 23 - 24 

aprile, a causa della difficile situazione internazionale sarà spostata in 

data da destinarsi. 

Conferenza dell'11 marzo all'Auditorium Canossiane:

Gen. C.A. Giuseppenicola Tota - “La persecuzione degli Ebrei in Europa – la storia poco conosciuta di Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni generale dell’Esercito italiano”

Il generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota è l’attuale comandante delle Forze Operative Sud e vanta la partecipazione a diverse missioni di pace all’estero. Oltre al brillante curriculum della sua vita in armi, il generale è un profondo conoscitore della storia dell’esercito italiano. 

La figura del generale Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni risalta dalle parole del generale Tota, come uomo dalle innate doti umane e di leader: “Perde la sua mano destra, ferito durante la prima guerra mondiale sul Colle Nero nel 1916, meritando già in Libia tre decorazioni al valor militare. A lui piace stare con la truppa da cui è stimato; un leader vero che non si sottrae alle dure fatiche della trincea e guida i suoi con l’esempio del trascinatore di uomini. I suoi alpini arditi lo ammirano, lo seguono nelle imprese più pericolose: in alcuni episodi lanciò i suoi uomini alla baionetta, avanzando coraggiosamente per primo”. 

Ma è durante il secondo conflitto mondiale che si possono maggiormente apprezzare le doti di umanità del generale de’ Castiglioni. 

Al comando della Divisione Pusteria si collocò a Grenoble sin dal novembre 1942: i suoi reparti erano composti da alpini che avevano in gran parte già combattuto in Albania e vivevano con disincanto quella situazione di truppe di occupazione. “Non c’era un nemico da affrontare, ma c’era l’aperta ostilità della popolazione francese. Fra italiani, tedeschi e francesi di Vichy e le forze di polizia locali, iniziano i primi contrasti sul modo di gestire gli ebrei: gli italiani non volevano interferenze da parte di altri nella gestione dei territori da loro occupati. Difatti, sapevano benissimo che tedeschi e francesi di Vichy avevano da tempo iniziato a fermare gli ebrei, a radunarli verso i campi di concentramento organizzati nell’Est Europa e che in quei luoghi questi venivano sottoposti ad un trattamento inumano. L’Onore militare gli imponeva di tutelare i più deboli”. La zona d’occupazione italiana era così diventa un’enclave di rifugio. Poi arrivò il 25 luglio e con esso la caduta del fascismo. Gli italiani tenevano il punto e continuavano ad opporsi ai tentativi di rastrellamento degli ebrei, favorendo il loro deflusso verso la Svizzera o l’Italia. L’8 settembre gli eventi precipitarono: in assenza di ordini precisi le unità italiane iniziarono il rientro in Patria attraverso le Alpi. Le colonne italiane furono seguite da molti ebrei, che poterono riparare nel nostro Paese. In questo ripiegamento verso l’Italia, la Divisione Pusteria di de’ Castiglioni non depose le armi, ma scelse di combattere i tedeschi, che affrontò con decisione. Decine furono i caduti e i feriti. Molti furono fatti prigionieri, altri attraversarono la frontiera o si unirono ai partigiani francesi e italiani. Questa è in sintesi la storia di Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni, Generale di Corpo d’armata dell’Esercito italiano, che divenne nel 1951 il primo comandante delle Forze Terrestri Alleate per il Sud Europa. Collocato a riposo per raggiunti limiti di età nel 1952, si spense a Roma nel 1962 all’età di 74 anni.

Molte le testimonianze di stima e di riconoscenza verso il generale de’ Castiglioni provenienti da varie nazioni e documentate nella relazione; ma nulla dall’Italia.

“Storia poco conosciuta - ha concluso il generale Tota - perché? Non sta a me spiegarlo, lo posso solo intuire. Anche se furono a decine di migliaia ad esserne coinvolti da protagonisti militari e civili sia in Italia che in Francia, solo qualcuno se ne è occupato.” 

La risposta forse in uno degli ultimi documenti proposti dal gen. Tota: “Quella di de’ Castiglioni è una storia incredibile che purtroppo nessuno in Italia ha avuto il coraggio di proporre alla riflessione pubblica. Parlare di un generale che combatteva a fianco dei tedeschi e salvava gli ebrei, non era politicamente corretto. Dunque era meglio rimuovere”. Parole amare di Gabriele Nissim, giornalista e storico italiano, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti, organizzazione che ricerca nel mondo i Giusti di tutti i genocidi.

Ecco perché la storia del generale de’ Castiglioni è stata proposta per essere annoverata tra quelle dei Giusti e merita di ritrovare luce e notorietà quale esempio e stimolo per le nuove generazione.

Al termina, nel portare il suo saluto, il consigliere nazionale Carlo Balestra ha raccolto l’invito del generale Tota ad impegnarsi con l’associazione per il riconoscimento del generale de’ Castiglioni “poiché questo dà lustro alla nostra associazione, al Corpo degli alpini, all’esercito italiano ed è quindi doveroso che anche l’A.N.A. porti avanti la sua proposta per inserirlo nel Giardino dei Giusti di Israele”.

Conferenza del 18 febbraio al Museo Diocesano di Feltre :

Gen. Br. Gdf (r) Giulio Piller - “Una guerra per scelta: i Volontari Alpini di Feltre”

Nell’epoca in cui la comunicazione è fatta essenzialmente di immagini, è insolito che il racconto entusiasta e accalorato di una vicenda poco nota e affatto elevata alla gloria delle cronache, come quella dei volontari alpini di Feltre e del Cadore, riesca a far rivivere ai presenti nella sala, quasi in maniera tangibile, i fatti narrati. Il generale di brigata della guardia di finanza Giulio Piller, aldilà del importante curriculum professionale che ha costruito durante gli anni di servizio attivo, ha dimostrato anche notevoli doti di narratore, raccontando le vicende di uno sparuto gruppo di volontari, che nel primo conflitto mondiale hanno avuto un ruolo determinante senza poter però godere del giusto riconoscimento. Dopo aver rapito l’attenzione per quasi due ore, raccontando tutto d’un fiato e facendo sentire i presenti protagonisti dei teatri di guerra e partecipi delle sofferenze e dei sacrifici di quel gruppo di “alpini nell’animo”, solo con il messaggio dell’ultima slide ha condensato lo spirito con cui 151 uomini partirono il 24 agosto 1915 da Feltre, inconsapevoli di ciò che li aspettava: al loro ritorno, dopo aver contribuito con una estenuante guerra di posizione sulle Tofane e dopo aver resistito all’ultimo baluardo di villa Albertini, favorendo la ritirata attraverso il ponte di Vidor, non poterono presentarsi vincitori tra le loro genti come le altre truppe, né ricevettero al congedo il giusto riconoscimento delle promozioni per meriti di guerra, né fu permesso al loro capitano Celso Coletti di sciogliere il reparto in un’adunata di commiato, ma fu loro concesso solo di vivere “…con la consapevolezza di aver fatto tutto il proprio dovere…”.

“È nelle vicende di questi uomini che affondano le radici della vostra associazione, l’Associazione Nazionale Alpini: uomini spinti da spirito di volontariato per la difesa, la conservazione e la valorizzazione dei territori in cui vivono e operano” ha concluso il generale Piller. 

“Ringraziando il generale per averci dato consapevolezza del sacrificio profuso da chi ci ha preceduti - ha dichiarato in chiusura il vice presidente con delega al Centro Studi Sezionale Nicola Mione - posso dire che, di questa manifestazione identitaria, siamo veramente fieri”.